Furti di MTB

2-11-2012 (articolo di Eddie) Oggi voglio affrontare un argomento spinoso, i furti di biciclette, in particolare di quelle di un certo valore.
Negli ultimi due mesi mi sono fatto una certa cultura a riguardo perchè a fine agosto è stata rubata dal garage del mio condominio la mia amata mountain bike (in foto qui sopra). Completamente in carbonio, prodotta in un unico esemplare, verniciata su mio disegno e personalizzata con il logo di padovamtb.com sul tubo telaio. Una perdita affettiva oltre che economica.
A metà settembre grazie alla collaborazione con il sito www.rubbici.it l’ho ritrovata in vendita su alcuni siti ucraini, ma fiducioso nell’operato delle forze dell’ordine ho fatto tutte le mie denunce regolari e non pubblicizzato la cosa online per non compromettere le indagini e non incorrere in una repentina sparizione degli articoli di vendita della bici che sarebbe così stata persa per sempre. I venditori, certi di farla franca, pubblicizzavano la bici spudoratamente come “padova MTB”, senza nemmeno prendersi il disturbo di occultare gli adesivi rendendo inequivocabile l’identità della mia MTB.

Questi i siti dove spesso si trovano le biciclette di valore che vengono rubate in Italia:

http://proday2kolesa.com.ua/

http://jarmarok.com.ua/
http://jarmarok.com.ua/n396064-Padova-MTB.html

http://auto.inforico.com.ua/
http://auto.inforico.com.ua/velosipedy-i-aksessuary-c983/velosipedy-c984/prodam-Padova-MTB-a1348256923244400.html

Queste le autorità a cui ho denunciato il mio caso:
carabinieri (denuncia formale)
polizia postale
ambasciata ucraina
consolato ucraino
polizia municipale
polizia giudiziaria
interpol sede centrale, ucraina
ministero affari esteri

e di seguito alcuni enti non istituzionali che ho interpellato:
le iene
l’indignato speciale
striscia la notizia (sos gabibbo)
Moreno Morello
Valerio Staffelli

Tramite la mia indagine personale mi si è aperto un mondo fatto di centinaia, migliaia di biciclette chiaramente rubate in Italia e commercializzate all’estero. Sono riuscito risalire al nome, cognome, indirizzo e numero di passaporto del venditore. Ho comunicato tutto alle forze dell’ordine, convinto che si potesse così fare qualcosa… ma niente…
Le denunce fatte alle forze dell’ordine non hanno portato a nulla, qualche incontro con i carabinieri dopo varie pressioni da parte di conoscenze interne che dopo ormai due mesi non hanno dato risultati di nessun tipo.
L’unico interesse concreto che ho trovato è stato da parte di Striscia la notizia che attraverso Valerio Staffelli ha concretizzato un articolo informativo sul fenomeno. Lo trovate in edicola in questi giorni sul numero 46 della rivista “Oggi”, dove compaiono anche le foto della mia bici e il riferimento al mio caso nello specifico.

E’ inutile punzonare i telai, serializzare i componenti e rendere uniche le nostre bici, quando nemmeno di fronte a evidenze come queste non si muove nulla. Quindi l’unica cosa da fare è fare di tutto perchè i furti non avvengano.
Quindi occhio ragazzi, chiudete a chiave le vostre bici, tenete in sicurezza il luogo dove le parcheggiate perchè questi bastardi sono li in agguato pronti a zanzarvele! e state certi che le nostre forze dell’ordine non si faranno in quattro per recuperarle.

Sul sito www.rubbici.it trovate tanti preziosi consigli a riguardo.

http://www.rubbici.it/bici-ritrovate/37-fixed/166-incredibile-ma-e-la-sezione-giusta