La Thuile (Valle d’Aosta) Tre giorni nel paradiso dell’enduro!

Giro del 4-5-6 agosto 2014 ( report di Eddie1976 )

Tipo percorso: Enduro / bike park + pedalato
Distanza: 100 km
Dislivello: 9000 m D-
Partecipanti: Eddie, Ivan e Marco+

Quando avevamo visto le prove della Enduro World Series disputatasi a La Thuile il 12-13 Luglio 2014 questa meta era entrata nel nostro cassetto dei sogni.
Li era rimasta fino a quando il giorno prima di partire per l’Austria dove avevamo in programma tre giorni di giri alpini pianificati da tempo. Le previsioni meteo assolutamente nefaste avevano smorzato il nostro entusiasmo e stavano compromettendo seriamente il nostro viaggio. Così la sera prima di partire al telefono con Marco guardando il meteo è uscita questa idea: andiamo a La Thuile! Li il tempo sembrava essere buono per i tre giorni successivi. In mezz’ora abbiamo organizzato tutto, pianificato il viaggio e prenotato l’hotel. L’entusiasmo era tornato a 1000!

La domenica pomeriggio ci siamo messi in viaggio assieme a Ivan che si è aggiunto a noi “last second”. Arriviamo a La Thuile è in serata, un piacevole paesino a 1440 metri di altitudine dove veniamo accolti dalla gestrice dell’hotel Rolland che ci fa sentire subito come fossimo a casa. Notiamo già una certa predisposizione verso le nostre esigenze di bikers. Ci viene messo a disposizione un locale sicuro per custodire le bici, la possibilità di lavarle e un luogo caldo dove stendere i vestiti dopo averli lavati. Inoltre qualche buon consiglio dove andare a cena. Optiamo per il ristorante pizzeria “ lo Tatà “ poco distante dall’hotel, ottima pizza in un ambiente molto carino.
Siamo eccitati per quello che ci aspetta l’indomani e passiamo la serata a pianificare gli itinerari dei giorni successivi spulciando tutte le cartine che siamo riusciti a procurarci. A quanto pare dalle nostre ricerche non si trovano tracce gps da poter seguire… poco male andremo all’avventura!

Ci svegliamo presto, colazione e via verso il bike park che dista poche centinaia di metri dall’hotel. Arriviamo poco prima che aprano gli impianti, c’è qualche bici, ma meno di quanto ci saremmo aspettati. Saliamo con la prima seggiovia, scendiamo e prendiamo subito la seconda seggiovia che ci porta a quota 2350 accompagnati da un vento molto forte che soffia costante praticamente sempre.

All’inizio ci siamo trovati un po’ in difficoltà con le indicazioni per la confusione generata dalle indicazioni per il trekking, le piste da sci e per i trails del park, tutti con nomi diversi e criteri di nomenclatura differenti. Poi abbiamo capito che l’unica cartina da tenere buona è quella iRide e le uniche tabelle da seguire sono quelle quadrate con il triangolo colorato giallo, rosso, nero o azzurro. Se si vuole ripercorrere fedelmente le PS della EWS bisogna prepararsi a tavolino usando la carta della gara assieme a quella iRide per concatenare i vari trails e i trasferimenti. Noi per qualche PS l’abbiamo fatto, ma poi non abbiamo seguito proprio fedelmente il programma del mondiale, abbiamo fatto molto di più!

Passiamo la prima ora a gironzolare in quota per acclimatarci all’altitudine e per capire come fossero distribuiti i trails. Arriviamo ad un punto panoramico e rapiti da tanta bellezza montana scattiamo qualche foto in contemplazione delle vette e dei ghiacciai che ci circondano. Volevamo andare al lago di Verney, ma poi vista la distanza abbiamo preferito tenerlo per il giorno dopo. Dopo questa parentesi inizia il nostro giro vero e proprio in questo parco dei divertimenti!

Iniziamo con il trail C che ci dicono essere abbastanza facile e molto flow nonostante sia classificato nero (molto impegnativo). Restiamo subito impressionati dal grip del terreno che nonostante le piogge abbondanti del giorno prima e della notte risulta eccellente, poco fango e molto compatto. Il fondo raramente qui è liscio come un biliardo, ma ti tiene sempre sveglio tra un gradino, una radice, qualche sasso, una roccia, il tutto condito da pendenze di tutto rispetto. Ci godiamo il nostro primo trail affrontandolo con calma e rispetto godendo di essere tra i primi a passare sui tracciati da poco percorsi dalla gara del campionato mondiale enduro.

Entusiasti e galvanizzati dalla prima goduriosa discesa proseguiamo la giornata mettendo in sequenza i trail P+S, P+T e un E competo. Totale di 3 risalite complete + una al primo troncone. 41 km e 3350m di dislivello negativo. Alla seconda risalita riconosciamo un volto conosciuto, Enrico Guala, simbolo per l’Italia della Enduro World Series, dove c’è l’EWS lui c’è, organizzatore e speaker delle gare si è dimostrato una persona alla mano e straordinariamente simpatico. Era li per tracciare i sentieri della prossima edizione della EWS e con la sua DaVinci da sbavo devo dire di averlo un po’ invidiato… chi non vorrebbe fare un lavoro così! Abbiamo percorso parte del trail P e T assieme con grande piacere!
Siamo contenti ed esaltati, divertiti come dei bambini alle giostre! Siamo tutti piuttosto stanchi, io ho male ovunque! Gambe, braccia ma soprattutto ho malissimo alle mani! Le continue sollecitazioni e il mio mezzo non propriamente nato per essere strapazzato così tanto mi hanno messo a dura prova. Mi affido ad un gel per le contusioni alle mani che si rivela abbastanza efficace. Un’abbondante cena a base di ottima carne al “le Coq Maf ” e andiamo a dormire con un gran sorriso stampato in faccia.

Il secondo giorno, vista la stanchezza accumulata, decidiamo di calare un po’ l’intensità e l’impegno, quindi scegliamo di fare una sola risalita completa con gli impianti, proseguire fino al punto panoramico raggiunto il primo giorno e questa volta scendiamo al lago Verney. Il paesaggio offerto dalle montagne e da questo lago di origine glaciale è mozzafiato. Il percorso T (azzurro) che parte dal lago e ci riporterà a La Thuile è piacevole, a tratti in single track, poi sentiero, poi mulattiera, poi ancora single track. Mai difficile, molto piacevole e panoramico.
Passiamo in hotel, lasciamo il caschetto aperto e prendiamo le protezioni e il casco integrale. Fissiamo tutto allo zaino e partiamo per la risalita pedalata sul versante opposto agli impianti per andare a percorrere la PS denominata “miniere” dell’EWS. La salita è costante e tranquilla, ma caldo e stanchezza la fanno sembrare impegnativa. Quando la strada finisce dopo poco si scende dalla bici e si spinge per circa 15-20 minuti. Arrivati ad un alpeggio inizia la PS. Abbiamo sbagliato strada un paio di volte, ma alla fine siamo riusciti a farla tutta. Bella, non troppo impegnativa, il giusto mix di tratti veloci a parti lente ma mai troppo tecniche.
Tirando le somme 30 km e 1700 metri di dislivello, di cui 1000 in salita coperti con gli impianti.
Rientriamo in hotel e salutiamo Ivan che deve partire in serata e rientrare a casa.
Marco ed io ci concediamo una cena al “Copapan” a base di carne tipica della zona, la pierrade. In pratica ti portano una piastra su cui cuocere autonomamente un mix di carni che vengono portate crude su un piatto. Una quantità notevole che a fatica riusciamo a terminare.

Il terzo giorno 15 minuti prima dell’apertura degli impianti Marco ed io siamo già li con il bike pass in tasca e scalpitiamo in attesa che ci facciano salire. Abbiamo solo la mattinata, poi dobbiamo partire. Ormai il park lo conosciamo e non perdiamo tempo, sappiamo esattamente dove andare per prendere i trail che ancora ci mancano. Iniziamo alla grande con il P (rosso) a cui concateniamo il D (nero). Quest’ultimo secondo noi è il più impegnativo di tutti a causa della pendenza costantemente elevatissima. Proseguiamo con un E (rosso) che già conosciamo e poi andiamo ad affrontare il K (nero) a detta di molti il più impegnativo anche a causa del molto fango. Personalmente l’abbiamo trovato molto bello, impegnativo ma non più degli altri e di fango non ce n’era poi così tanto. Infine per concludere la nostra mezza giornata adrenalinica un P+S come ciliegina sulla torta! 34 km e 3200 metri di dislivello negativo in mezza giornata non è male! L’adrenalina scorre a fiumi e ci dispiace veramente lasciare questo paradiso.

A conferma della bontà dell’hotel Rolland, ci è stata data la possibilità di avere la stanza fino al pomeriggio per poterci lavare e sistemare per partire in ordine.

Concludendo posso dire che con un mezzo adeguato, ma non necessariamente da enduro ed una buona preparazione fisica e tecnica il bike park di La Thuile è veramente il paese dei balocchi. La lunghezza dei singoli percorsi, la varietà di ambientazioni, la qualità dei percorsi e dei terreni sono fantastici. I paesaggi che circondano questi luoghi sono mozzafiato, il monte Bianco, i ghiacciai al confine con la Francia semplicemente spettacolari. Il paesino è carino e ci sono un sacco di locali dove mangiare bene al giusto prezzo.

La Thuile è solo all’inizio di quello che potrà diventare uno dei luoghi più importanti anche a livello internazionale dove praticare enduro, io vi consiglio di andarci se ne avete la possibilità, noi se ci riusciremo ci torneremo di sicuro!

Per chi volesse le tracce GPS su richiesta le forniamo in privato.